
di Jean Dury (per gentile concessione di
www.jemesouviensdequijesuis.com)
Secondo Aurobindo, il divenire di tutto ciò che esiste è presente fin dalle origini. Cosicché, il vitale, il mentale e il sopramentale sono involuti nella materia. Ironia della sorte, lo stesso vale per il nostro sistema economico. La crisi era inevitabile e prevedibile fin dall’istituzione, nel 1913, del sistema della Riserva federale degli Stati Uniti (Federal Reserve System). Per capire la situazione attuale, è necessario tornare indietro nel tempo e scoprire come avviene la creazione di denaro nel mondo.
Diverse migliaia di anni or sono, gli scambi commerciali avvenivano mediante il baratto. Col tempo, l'oro è diventato, per diversi motivi, il punto di riferimento per effettuare gli scambi. Di conseguenza, l’uomo ha accumulato questo metallo prezioso e ha voluto metterlo al sicuro dai ladri. Nel Medio Evo, l’orafo, precursore dei nostri banchieri moderni, divenne depositario dell’oro. Cosicché, chi ne era in possesso poteva ricorrere ai servizi di un orafo, trasformato in depositario di oro, affinché custodisse il suo bottino. In compenso, il depositario emetteva una ricevuta che ne attestava il deposito. Questo documento è all’origine dei nostri assegni.
Da quel momento, chi possedeva questa ricevuta poteva utilizzarla per comprare un bene qualsiasi. In cambio riconosceva, mediante la propria firma, di possedere dell’oro. È quello che oggi chiamiamo girata di un assegno. Il depositario si accorse ben presto che il proprietario reclamava raramente il suo oro. Questi preferiva fare commercio su carta senza portarsi appresso un metallo pesante. Il depositario ebbe allora la brillante idea di utilizzare le riserve d’oro non richieste a sostegno dei prestiti che effettuava con interesse. Per ogni prestito, esisteva un documento scritto che garantiva la presenza di una riserva d’oro corrispondente. Questa pratica divenne sempre più corrente ed è all'origine della banconota.
La prassi di allora dimostrò che al depositario bastava una riserva aurea del 10 per cento per garantire l’emissione di prestiti. Ebbe così inizio la FRODE bancaria che si trascina da quasi un millennio. Da allora, i depositari, ora divenuti banchieri, prestano con interesse il denaro che non possiedono. Il totale dei prestiti eccede il valore dell’oro depositato nei loro forzieri.
Tuttavia, nel corso della storia, è accaduto che nei momenti di instabilità economica, diversi depositanti reclamavano i loro depositi aurei allo stesso tempo. Dato che il banchiere non possedeva l’oro richiesto, la conseguenza era sempre la stessa: il depositante perdeva tutto e il banchiere chiudeva i battenti. È ciò che si chiama corsa alla banca (bank run), ovvero crisi bancaria.
Prima del 1913, gli Americani hanno conosciuto diversi
bunk run subendo tre principali bancarotte nella loro breve storia. Nel 1913, il popolo americano si oppose all’attuazione del nuovo sistema bancario proposto dal Congresso, ossia l’istituzione di una nuova banca centrale. Per imporre questo nuovo sistema, il Congresso votò l'obbligo per il governo americano di utilizzare soltanto banconote della Riserva federale americana (US Federal Reserve Note). Notate che, nonostante il nome, questo sistema bancario non aveva niente di federale: era il prodotto di un cartello privato di banchieri internazionali che avevano preso il controllo dell’economia americana e, nel contempo, di quella canadese.
Per immettere queste nuove banconote sul mercato, questo cartello fomentò la prima guerra mondiale. Le spese che ne scaturirono giustificavano l’istituzione dell'imposta sul reddito in Canada e negli USA. Con la nuova legge, i governi di questi paesi potevano assumere prestiti soltanto in banconote della Federal Reserve o della Banque du Canada, come prescritto nel 1913. Come corollario, il popolo doveva pagare con questa stessa moneta le imposte generate dal debito. Il cittadino americano o canadese dovette quindi cambiare l’anteriore moneta che deteneva delle banche non ancora sottoposte alla nuova legge. In meno di dieci anni, tutte le vecchie banche vennero assimilate dal nuovo sistema.
Analizziamo ora come le cose funzionarono in seguito. Il governo americano aveva bisogno di denaro per alimentare la macchina da guerra che aveva appena creato. Non va inoltre dimenticato, e questo è d’importanza capitale, che l’artefice e ideatore del nuovo sistema bancario americano, Paul Warburg, era fratello di Max Warburg, il direttore della banca centrale tedesca, ossia di un paese ufficialmente nemico degli USA e dei loro alleati dell’epoca. Prendiamo coscienza del fatto che i due fratelli Warburg finanziavano i due lati della guerra. Che cosa fece allora il governo americano dell’epoca (e continua a fare tutt’oggi)? I politici attraversarono la strada per andare a prendere in prestito le somme esorbitanti che servivano a finanziare le loro imprese di guerra. Avrete notato che i maestosi edifici che ospitano le banche si trovano sempre in prossimità degli edifici governativi. Per i prestiti concessi ai politici, la banca centrale chiedeva delle garanzie.
Ora avete capito la
truffa? È il popolo che, pagando le tasse, sostiene i prestiti di guerra. La banca centrale si fa quindi consegnare dal governo dei bei documenti dai bordi dorati denominati Buoni del tesoro (Treasury Bonds). Si tratta di obbligazioni emesse dal governo, con la garanzia che il popolo pagherà: una procedura propria a tutti i paesi.
Ora anche il governo dispone del suo denaro – il cui valore non è altro che quello della carta sulla quale sono stampate delle cifre – e lo deposita in una banca commerciale sotto la vigilanza della banca centrale del paese. È lì che inizia la Riserva frazionale (Fractional Reserve System). Il denaro depositato dal cliente può essere dato in prestito dalla banca commerciale A, a condizione che tenga una riserva pari al 10 per cento del totale fornito dal depositante. Il 90 per cento prestato a sua volta viene depositato nella banca B fungendo da nuova riserva per i futuri prestiti. La banca B conserva il 10 per cento di tale importo e presta l’81 per cento del deposito iniziale effettuato nella banca A, e così via. È quello che viene chiamato "revolving door" (porta girevole).
Inoltre, benché la banca centrale degli USA si chiami Riserva federale, non esiste alcuna riserva. Il fine ultimo era di eliminare l'oro come tallone di scambio, e questo è avvenuto sia negli USA sia in Canada, nonché in tutti gli altri paesi controllati da una banca centrale.
Da cent’anni, un esiguo gruppo di persone controlla tutte le banche centrali del pianeta. È lo stesso sistema che domina, e il commercio mondiale è sottoposto alle sue regole. Tutti i governi, tutte le multinazionali, tutti gli individui e le imprese sono indebitati fino al collo. È matematicamente impossibile rimborsare anche solo gli interessi sui prestiti, poiché il denaro per pagarli non è mai stato creato. È qui la radice del problema.
Attualmente sono poche le multinazionali che riescono a sopravvivere. Sono troppo indebitate e non c’è abbastanza denaro sul mercato. Se se ne creasse di più, vi sarebbe inflazione. Un litro di latte potrebbe venire a costare 10 dollari. L’obiettivo di qualsiasi governo non è di rimborsare il "debito nazionale". Non ne sarebbe assolutamente in grado e, se lo facesse, si esaurirebbe la massa monetaria in circolazione nel paese. Il governo ha il compito di raccogliere tasse e imposte di ogni tipo per mantenere la FRODE mondiale che è la causa di tutte le guerre attualmente in corso, di tutta la miseria umana e di quasi tutta la criminalità esistente.
La situazione attuale né è la riprova. Ora le banche commerciali non dispongono più nemmeno della riserva frazionale richiesta, nonostante il fatto che tale riserva sia ben inferiore al dieci per cento. Sono in fallimento tecnico. Inoltre, la banca centrale riduce i prestiti alle banche commerciali poiché l’inflazione è alle porte e potrebbe causare gravi disordini sociali.
Quale rimedio all’imminente crisi economica, sapete che cosa hanno macchinato i nostri banchieri mondiali? I membri del cartello sono andati a trovare i loro amici al Congresso americano (e l’equivalente negli altri paesi) proponendo loro di creare nuovo denaro mediante il meccanismo che ora conoscete. Questo nuovo denaro creato serve a risollevare le banche commerciali e le multinazionali affinché possano evitare il fallimento che i banchieri mondiali stessi hanno provocato. Visto che nessuno è più solvibile per garantire i prestiti, rimaniamo soltanto noi, il popolo. Fungiamo tutti da cauzione per le centinaia di migliaia di dollari che i governi prestano alle rispettive banche centrali per rimettere in piedi le banche commerciali. Perché i nostri governi agiscono in questo modo? Perché sono al soldo del cartello dei finanzieri mondiali che continuano a servire, così come l’hanno fatto sistematicamente dal 1913. Lo scopo dei loro padroni è quello di impoverire ulteriormente la popolazione e di mettere in ginocchio i cittadini. È una vecchia storia di potere che sta per giungere al termine, la schiavitù legalizzata al servizio dei banchieri mondiali.
È il mondo alla rovescia e nessuno proferisce parola. Nessun politico osa abbordare questo argomento. Sono stati tutti comprati con fondi di pensione a vita dopo due mandati e sei anni di servizi prestati con lealtà. Ora, se c’è qualcosa che va ripensato in questo momento è proprio il nostro sistema bancario. Eppure constatiamo il contrario: nonostante i ripetuti fallimenti, continuiamo a conferire ai nostri politici il potere di trovare una soluzione alla crisi.
È come se chiedessimo alla volpe di vigilare sul pollaio!L’unica ragione per cui esistono le tasse è di mantenere l’attuale sistema bancario a vantaggio di un ristretto gruppo di persone che hanno dimostrato a più riprese che il loro modo di gestire le nostre vite era inadeguato e del tutto contrario agli interessi del popolo.
L’attuale sistema è di una rara crudeltà e impedisce al grande potenziale degli esseri umani di vivere in armonia con se stessi e gli altri. Finché questo sistema bancario non sarà completamente annientato, non si può ipotizzare nessuna soluzione per gestire il commercio mondiale. Attualmente ci è offerta l’opportunità di dedicarci individualmente alla nostra crisi interiore che è la causa fondamentale di tutto ciò che accade all’esterno. In definitiva, siamo noi che abbiamo dato il potere ai governi e alle banche: spetta a noi riprendercelo.
Concludendo, penso che il lavoro di
Ghis sia di estrema importanza affinché prendiamo coscienza della nostra vera identità e ci ricordiamo che il potere supremo è dentro di noi. L’avevamo dimenticato. Coraggio, Ghis! I miei pensieri ti accompagnano.