sabato 21 febbraio 2009

Teorie cospirazioniste e Nuovo ordine mondiale (NOM)


Andremo insieme verso questo nuovo ordine mondiale e nessuno, ripeto, nessuno, potrà opporvisi".

È in questi termini che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si è espresso davanti ai corpi diplomatici stranieri il 16 gennaio scorso.

Ovviamente questo filmato potrebbe essere un videomontaggio fatto da qualche bontempone, teorico della cospirazione. Clicca su questo link (in francese) e constata da te.

Qui trovi il testo integrale (in francese; la citazione del video la trovi a pag. 3) del discorso presidenziale, caso mai qualcuno dovesse obiettare che la citata affermazione di Sarkozy è “fuori contesto”.

Il tono di Sarkozy appare come un avvertimento ai potenziali oppositori al NOM. Non ci pensare proprio a opporre resistenza: negli Stati Uniti sono già operativi oltre 800 campi di detenzione (o di concentramento) (testo in inglese), ognuno dei quali sarebbe in grado di ospitare 20'000 prigionieri. Per informazioni analoghe in italiano clicca qui. Stiamo a vedere cosa accadrà!

Tanto per rimanere in tema, ecco un altro bell'esempio di democrazia proveniente da Strasburgo (a qualcuno non piace l'idea che una videocamera stia filmando quanto accade all'interno dell'emiciclo...). Le hai mai viste queste immagini in televisione? No, vero? E sai perché questi parlamentari europei stavano protestando il 12.12.2007? Chiedevano il diritto di indire un referendum contro il Trattato di Lisbona, nato in sostituzione della Costituzione europea bocciata nel 2005 da francesi e olandesi, un diritto sacrosanto di ogni democrazia che si rispetti.

Ma non è finita: guardate cosa ci mostrano quei solerti cospirazionisti, che ne sanno una più del diavolo. Sul tema delle scie chimiche ecco un dossier molto esauriente e ben documentato.

È probabile che tutto questo sia pura teoria (cospirazionista, ovviamente), ma è sempre meglio essere vigili e informarsi (attraverso la rete o leggendo libri specializzati sui vari argomenti) su quanto sta accadendo nel mondo globalizzato e male informato. Mentre migliaia di telespettatori stanno a guardarsi le interminabili puntate del Grande Fratello, è probabile che il Big Brother tenga sotto controllo chiunque cerchi informazioni serie e verità che vanno oltre quella ufficiale.

mercoledì 11 febbraio 2009

A proposito di crisi economica


di Jean Dury (per gentile concessione di www.jemesouviensdequijesuis.com)

Secondo Aurobindo, il divenire di tutto ciò che esiste è presente fin dalle origini. Cosicché, il vitale, il mentale e il sopramentale sono involuti nella materia. Ironia della sorte, lo stesso vale per il nostro sistema economico. La crisi era inevitabile e prevedibile fin dall’istituzione, nel 1913, del sistema della Riserva federale degli Stati Uniti (Federal Reserve System). Per capire la situazione attuale, è necessario tornare indietro nel tempo e scoprire come avviene la creazione di denaro nel mondo.

Diverse migliaia di anni or sono, gli scambi commerciali avvenivano mediante il baratto. Col tempo, l'oro è diventato, per diversi motivi, il punto di riferimento per effettuare gli scambi. Di conseguenza, l’uomo ha accumulato questo metallo prezioso e ha voluto metterlo al sicuro dai ladri. Nel Medio Evo, l’orafo, precursore dei nostri banchieri moderni, divenne depositario dell’oro. Cosicché, chi ne era in possesso poteva ricorrere ai servizi di un orafo, trasformato in depositario di oro, affinché custodisse il suo bottino. In compenso, il depositario emetteva una ricevuta che ne attestava il deposito. Questo documento è all’origine dei nostri assegni.

Da quel momento, chi possedeva questa ricevuta poteva utilizzarla per comprare un bene qualsiasi. In cambio riconosceva, mediante la propria firma, di possedere dell’oro. È quello che oggi chiamiamo girata di un assegno. Il depositario si accorse ben presto che il proprietario reclamava raramente il suo oro. Questi preferiva fare commercio su carta senza portarsi appresso un metallo pesante. Il depositario ebbe allora la brillante idea di utilizzare le riserve d’oro non richieste a sostegno dei prestiti che effettuava con interesse. Per ogni prestito, esisteva un documento scritto che garantiva la presenza di una riserva d’oro corrispondente. Questa pratica divenne sempre più corrente ed è all'origine della banconota.

La prassi di allora dimostrò che al depositario bastava una riserva aurea del 10 per cento per garantire l’emissione di prestiti. Ebbe così inizio la FRODE bancaria che si trascina da quasi un millennio. Da allora, i depositari, ora divenuti banchieri, prestano con interesse il denaro che non possiedono. Il totale dei prestiti eccede il valore dell’oro depositato nei loro forzieri.

Tuttavia, nel corso della storia, è accaduto che nei momenti di instabilità economica, diversi depositanti reclamavano i loro depositi aurei allo stesso tempo. Dato che il banchiere non possedeva l’oro richiesto, la conseguenza era sempre la stessa: il depositante perdeva tutto e il banchiere chiudeva i battenti. È ciò che si chiama corsa alla banca (bank run), ovvero crisi bancaria.

Prima del 1913, gli Americani hanno conosciuto diversi bunk run subendo tre principali bancarotte nella loro breve storia. Nel 1913, il popolo americano si oppose all’attuazione del nuovo sistema bancario proposto dal Congresso, ossia l’istituzione di una nuova banca centrale. Per imporre questo nuovo sistema, il Congresso votò l'obbligo per il governo americano di utilizzare soltanto banconote della Riserva federale americana (US Federal Reserve Note). Notate che, nonostante il nome, questo sistema bancario non aveva niente di federale: era il prodotto di un cartello privato di banchieri internazionali che avevano preso il controllo dell’economia americana e, nel contempo, di quella canadese.

Per immettere queste nuove banconote sul mercato, questo cartello fomentò la prima guerra mondiale. Le spese che ne scaturirono giustificavano l’istituzione dell'imposta sul reddito in Canada e negli USA. Con la nuova legge, i governi di questi paesi potevano assumere prestiti soltanto in banconote della Federal Reserve o della Banque du Canada, come prescritto nel 1913. Come corollario, il popolo doveva pagare con questa stessa moneta le imposte generate dal debito. Il cittadino americano o canadese dovette quindi cambiare l’anteriore moneta che deteneva delle banche non ancora sottoposte alla nuova legge. In meno di dieci anni, tutte le vecchie banche vennero assimilate dal nuovo sistema.

Analizziamo ora come le cose funzionarono in seguito. Il governo americano aveva bisogno di denaro per alimentare la macchina da guerra che aveva appena creato. Non va inoltre dimenticato, e questo è d’importanza capitale, che l’artefice e ideatore del nuovo sistema bancario americano, Paul Warburg, era fratello di Max Warburg, il direttore della banca centrale tedesca, ossia di un paese ufficialmente nemico degli USA e dei loro alleati dell’epoca. Prendiamo coscienza del fatto che i due fratelli Warburg finanziavano i due lati della guerra. Che cosa fece allora il governo americano dell’epoca (e continua a fare tutt’oggi)? I politici attraversarono la strada per andare a prendere in prestito le somme esorbitanti che servivano a finanziare le loro imprese di guerra. Avrete notato che i maestosi edifici che ospitano le banche si trovano sempre in prossimità degli edifici governativi. Per i prestiti concessi ai politici, la banca centrale chiedeva delle garanzie.

Ora avete capito la truffa? È il popolo che, pagando le tasse, sostiene i prestiti di guerra. La banca centrale si fa quindi consegnare dal governo dei bei documenti dai bordi dorati denominati Buoni del tesoro (Treasury Bonds). Si tratta di obbligazioni emesse dal governo, con la garanzia che il popolo pagherà: una procedura propria a tutti i paesi.

Ora anche il governo dispone del suo denaro – il cui valore non è altro che quello della carta sulla quale sono stampate delle cifre – e lo deposita in una banca commerciale sotto la vigilanza della banca centrale del paese. È lì che inizia la Riserva frazionale (Fractional Reserve System). Il denaro depositato dal cliente può essere dato in prestito dalla banca commerciale A, a condizione che tenga una riserva pari al 10 per cento del totale fornito dal depositante. Il 90 per cento prestato a sua volta viene depositato nella banca B fungendo da nuova riserva per i futuri prestiti. La banca B conserva il 10 per cento di tale importo e presta l’81 per cento del deposito iniziale effettuato nella banca A, e così via. È quello che viene chiamato "revolving door" (porta girevole).

Inoltre, benché la banca centrale degli USA si chiami Riserva federale, non esiste alcuna riserva. Il fine ultimo era di eliminare l'oro come tallone di scambio, e questo è avvenuto sia negli USA sia in Canada, nonché in tutti gli altri paesi controllati da una banca centrale.

Da cent’anni, un esiguo gruppo di persone controlla tutte le banche centrali del pianeta. È lo stesso sistema che domina, e il commercio mondiale è sottoposto alle sue regole. Tutti i governi, tutte le multinazionali, tutti gli individui e le imprese sono indebitati fino al collo. È matematicamente impossibile rimborsare anche solo gli interessi sui prestiti, poiché il denaro per pagarli non è mai stato creato. È qui la radice del problema.

Attualmente sono poche le multinazionali che riescono a sopravvivere. Sono troppo indebitate e non c’è abbastanza denaro sul mercato. Se se ne creasse di più, vi sarebbe inflazione. Un litro di latte potrebbe venire a costare 10 dollari. L’obiettivo di qualsiasi governo non è di rimborsare il "debito nazionale". Non ne sarebbe assolutamente in grado e, se lo facesse, si esaurirebbe la massa monetaria in circolazione nel paese. Il governo ha il compito di raccogliere tasse e imposte di ogni tipo per mantenere la FRODE mondiale che è la causa di tutte le guerre attualmente in corso, di tutta la miseria umana e di quasi tutta la criminalità esistente.

La situazione attuale né è la riprova. Ora le banche commerciali non dispongono più nemmeno della riserva frazionale richiesta, nonostante il fatto che tale riserva sia ben inferiore al dieci per cento. Sono in fallimento tecnico. Inoltre, la banca centrale riduce i prestiti alle banche commerciali poiché l’inflazione è alle porte e potrebbe causare gravi disordini sociali.

Quale rimedio all’imminente crisi economica, sapete che cosa hanno macchinato i nostri banchieri mondiali? I membri del cartello sono andati a trovare i loro amici al Congresso americano (e l’equivalente negli altri paesi) proponendo loro di creare nuovo denaro mediante il meccanismo che ora conoscete. Questo nuovo denaro creato serve a risollevare le banche commerciali e le multinazionali affinché possano evitare il fallimento che i banchieri mondiali stessi hanno provocato. Visto che nessuno è più solvibile per garantire i prestiti, rimaniamo soltanto noi, il popolo. Fungiamo tutti da cauzione per le centinaia di migliaia di dollari che i governi prestano alle rispettive banche centrali per rimettere in piedi le banche commerciali. Perché i nostri governi agiscono in questo modo? Perché sono al soldo del cartello dei finanzieri mondiali che continuano a servire, così come l’hanno fatto sistematicamente dal 1913. Lo scopo dei loro padroni è quello di impoverire ulteriormente la popolazione e di mettere in ginocchio i cittadini. È una vecchia storia di potere che sta per giungere al termine, la schiavitù legalizzata al servizio dei banchieri mondiali.

È il mondo alla rovescia e nessuno proferisce parola. Nessun politico osa abbordare questo argomento. Sono stati tutti comprati con fondi di pensione a vita dopo due mandati e sei anni di servizi prestati con lealtà. Ora, se c’è qualcosa che va ripensato in questo momento è proprio il nostro sistema bancario. Eppure constatiamo il contrario: nonostante i ripetuti fallimenti, continuiamo a conferire ai nostri politici il potere di trovare una soluzione alla crisi. È come se chiedessimo alla volpe di vigilare sul pollaio!

L’unica ragione per cui esistono le tasse è di mantenere l’attuale sistema bancario a vantaggio di un ristretto gruppo di persone che hanno dimostrato a più riprese che il loro modo di gestire le nostre vite era inadeguato e del tutto contrario agli interessi del popolo.

L’attuale sistema è di una rara crudeltà e impedisce al grande potenziale degli esseri umani di vivere in armonia con se stessi e gli altri. Finché questo sistema bancario non sarà completamente annientato, non si può ipotizzare nessuna soluzione per gestire il commercio mondiale. Attualmente ci è offerta l’opportunità di dedicarci individualmente alla nostra crisi interiore che è la causa fondamentale di tutto ciò che accade all’esterno. In definitiva, siamo noi che abbiamo dato il potere ai governi e alle banche: spetta a noi riprendercelo.

Concludendo, penso che il lavoro di Ghis sia di estrema importanza affinché prendiamo coscienza della nostra vera identità e ci ricordiamo che il potere supremo è dentro di noi. L’avevamo dimenticato. Coraggio, Ghis! I miei pensieri ti accompagnano.

sabato 31 gennaio 2009

Un ex medico a processo


L'ex medico Ghislaine Lanctôt si è presentata alla corte di Granby (Quebec) lo scorso 20 gennaio. Capo d'imputazione: non ha presentato la dichiarazione dei redditi negli ultimi tredici anni. Dopo che Ghis aveva già scontato due mesi di carcere preventivo tra aprile e maggio 2008, in quest'ultima udienza la Corte del Quebec, presieduta dal giudice Michel Beauchemin, ha deciso di comminarle una multa di 1000 dollari entro due anni.

"Non dovrò pagare niente perché non sono Ghislaine Lanctôt. Questo nome fa riferimento a un'entità giuridica che non rappresento. Sono Ghis, un essere sovrano. Non sono tenuta a ubbidire allo Stato: non sono una schiava", è il commento di Ghis al termine del processo. "Non ho bisogno di essere protetta dallo Stato", ha aggiunto, "non sono più una cittadina."

Ghislaine Lanctôt è morta

Prima di lasciare l'aula, Ghis ha consegnato al giudice Michel Beauchemin un avviso di decesso a nome di Ghislaine Lanctôt. "La cittadina Ghislaine Lanctôt è morta, quindi io non ho niente a che vedere con questa causa", ha dichiarato.

Se vuoi saperne di più leggi il libro che ha scritto dopo la sua esperienza in prigione.

mercoledì 22 ottobre 2008

Viaggio dalla mente sociale alla Coscienza Cosmica


di Daniele Schiano di Colella ed Emilia Calone

L’essere umano completa il suo ciclo di vita su questo pianeta, annaspando disperatamente alla ricerca di aria da respirare, perché si sente solo e non amato.

Spesso, inconsapevolmente, vive una vita da uomo comune, fondata su aspettative e attaccamenti, sulla paura della malattia e della morte, e sopra ogni altra cosa, si lascia condizionare dalla paura del timore di Dio, in attesa della punizione divina.

La realtà, è che l’uomo ha perso la sua «completezza», e vive in conflitto con se stesso, in quanto vive per metà nell’ombra, per usare la terminologia di C. G. Jung, e per metà si identifica con l’io. L’ombra è costituita da tutto ciò di cui non vogliamo prendere atto e che non vogliamo accettare, ma che preferiamo ignorare. È perciò diametralmente opposto all’io che è formato da tutto ciò che accettiamo con piacere e con cui ci identifichiamo. L’ombra, tuttavia, è una parte necessaria della nostra totalità ed è soltanto integrandola che possiamo diventare completi. Un uomo completo, infatti, è costituito da io e ombra. Insieme danno vita al Sé, cioè a un’unità completa.

Diversamente da questa realtà, l’essere umano cade nel mondo della polarità, perché agisce secondo una logica binaria.

Quando l’uomo dice io, si isola subito da tutto ciò che sente come non io, come tu, cosicché l’uomo diventa prigioniero della polarità. Il suo io lo lega al mondo degli opposti, che si manifesta non solo nell’io e nel tu (proiezione), ma anche in ciò che è interno e ciò che è esterno, in uomo e donna, buono e cattivo, giusto e sbagliato, e così via. L’ego dell’essere umano impedisce di percepire nelle forme unità e completezza, o anche solo di immaginarle. Così la mente separa, creando coppie di opposti (dualismo) da cui verrà fuori il conflitto interiore con conseguente malessere. L’intelligenza umana divide costantemente la realtà in unità sempre più piccole (analisi). Dietro alla polarità sta l’unità, quell’uno che tutto abbraccia e in cui riposano gli opposti non ancora separati.

Questa dimensione viene chiamata anche universo. Che per definizione comprende tutto (tutto è uno e nell’uno c’è il tutto). Di questa unità possiamo parlare, mentre non riusciamo ad immaginarcela. Tuttavia è possibile unificare almeno per breve tempo la polarità, creata dalla mente, con determinate tecniche di meditazione.

Dunque il cervello umano, ha un funzionamento di tipo aritmetico, detto anche binario, perché separa, classifica e confronta.

Ora, come diceva Einstein alla fine della sua vita: «io mi domando se la natura fa sempre lo stesso gioco». Infatti, sembra proprio che la natura sfugga alla macchina binaria, che è appunto il nostro cervello nel suo stato di funzionamento comune mente sociale).

Il pensiero matematico, dopo Evariste Galois, ha scoperto un mondo che è estraneo all’uomo, che non corrisponde all’esperienza umana, all’universo, quale lo conosce la mente umana comune. La logica che procede per sì o no, in esso è sostituita da una super logica che funziona col sì e il no. Questa super logica non appartiene al campo del ragionamento, bensì dell’intuizione.

Come funziona normalmente il cervello? Funziona come una macchina aritmetica, secondo il sistema binario: sì - no; accordo - non accordo; vero – falso; amo – non amo; buono – cattivo, ecc.

Nel binario il nostro cervello è imbattibile. Che cos’è una macchina elettronica aritmetica? È una macchina che, con straordinaria rapidità, classifica, accetta, rifiuta, e ordina i diversi fattori in serie, così come il funzionamento del cervello.

Dato che l’uomo ha la tendenza a classificare, tutte le scienze si sono costruite su uno sforzo di classificazione. Sì, ma ora esistono anche macchine elettroniche, che non funzionano soltanto aritmeticamente, bensì analogicamente, secondo una logica matematica. Per esempio, se si vogliono studiare tutte le condizioni di resistenza di una diga in costruzione, si costruirà un modello della stessa. Si fornisce alla macchina il complesso delle osservazioni. Essa coordina, confronta a velocità umana, stabilisce tutte le connessioni possibili tra quelle mille osservazioni particolari e dice: «Se non rinforzate la base del terzo pilastro di destra, crollerà nel giorno X». La macchina analogica ha fissato con l’occhio immobile e infallibile, il complesso delle reazioni della diga, poi ha considerato tutti gli aspetti dell’esistenza della stessa, ha assimilato quell’esistenza, ne ha dedotto le leggi. Essa ha visto il presente nella sua totalità stabilendo, ad una velocità che contrae il tempo, tutti i rapporti possibili tra tutti i fattori particolari, e ha potuto vedere, nello stesso tempo, il futuro. Insomma è passata dal sapere alla conoscenza. Anche il cervello può funzionare come una macchina analogica, perché deve potere:
• riunire tutte le osservazioni possibili su una cosa;
• stabilire l’elenco dei rapporti costanti tra i molteplici aspetti delle cose;
• divenire in qualche modo, la cosa stessa, assimilarne l’essenza e scoprire la totalità del suo percorso.

Tutto questo, naturalmente, ad una velocità elettronica, realizzando decine di migliaia di connessioni in un tempo come atomizzato. Questa serie di operazioni matematiche, è ciò che talvolta chiamiamo un’illuminazione.

Se il cervello può funzionare come una macchina analogica, può anch’esso lavorare, non sulla cosa stessa, ma su un modello della cosa. Non sull’eternità, ma su un’ora. Non sulla terra, ma su un granello di sabbia. Cioè, stabilendo connessioni ad una velocità che oltrepassa il più rapido ragionamento binario, su un’immagine che ha la funzione di modello, deve poter vedere, come dice Blake, «l’universo in un granello di sabbia e l’eternità in un’ora», come in un ologramma.

Cos’è un sistema olografico?


L’ologramma è la parte nel tutto e il tutto nella parte, come diceva Bohm, per il quale tutto è connesso e in ogni punto c’è l’immagine e l’informazione del tutto. L’ologramma è la realtà manifesta che appare solo apparentemente frammentata, che è quello che Bohm chiama ordine esplicato, perché ha le sue radici nell’invisibile ordine implicato, di cui non è ancora manifesta la realtà fisica, che vi è racchiusa solo come potenziale. Così come nel seme è racchiuso un potenziale, il materiale genetico, per una nuova pianta, lo stesso si trova nell’embrione della pianta e in tutti i suoi componenti.

Bohm nella sua osservazione sulla natura e sul comportamento delle particelle elementari, aveva capito che dietro alla realtà fenomenica, fatta di materia, di energia, di spazio e di tempo, si cela un fattore nascosto che obbedisce al cosiddetto «principio di non località», in cui le parti che compongono la materia, come le particelle elementari, seguono una specie di «guida invisibile», situata in un non-tempo, non-spazio, il «pre-spazio», in grado di informare tutte le particelle in maniera istantanea e mettendo tutte le stesse in comunicazione simultanea fra loro, a qualunque distanza esse si trovino.

In questo «pre-spazio», come lo chiamava Bohm, c’è un campo energetico, che non è il classico campo elettromagnetico, ossia il potenziale quantico, la voce della coscienza che sta dietro a tutta la realtà materiale, a partire dalle particelle elementari, come gli elettroni.

Il potenziale quantico e la coscienza, sono la stessa cosa, e l’universo senza coscienza non può esistere, così come una nave, col suo equipaggio, non può raggiungere la destinazione, senza l’utilizzo di sistemi di orientamento, che rappresentano il potenziale quantico, quello che Platone chiamava «mondo delle idee», e che Bohm invece chiamò «ordine implicato».

Egli si accorse che l’osservatore e l’osservato tendono a fondersi tra loro, quando si affrontano le problematiche del sub-atomico. Così come l’osservatore e l’osservato diventano la stessa cosa nel mondo quantico, anche il pensatore e il pensiero tendono a fondersi assieme, quando il pensiero da puro esercizio intellettivo, proprio del funzionamento di tipo aritmetico che separa, classifica e confronta, la mente si cala nell’esercizio della coscienza, assumendo la funzionalità di tipo matematico/analogico con l’espletamento della qualità intuitiva. Quando l’essere fluisce dalla mente sociale alla coscienza cosmica, è libero da meccanismi illusori dell’ego. Questo stato è la principale connessione tra l’ordine esplicato della realtà ordinaria, toccata dai nostri sensi, e l’ordine implicato, che soggiace a questa realtà. La coscienza ben depurata si fonde con la realtà sottile che si nasconde nell’ordine implicato.

Bohm riteneva che un pensiero corretto potesse portare a una trasformazione dell’umanità nella sua globalità.

L’intelletto con la sua «logica del pensiero», non deve più essere fine a se stessa, ma essere lo strumento indispensabile che ci aiuti a vivere con accuratezza e intuizione la realtà esplicata di ogni giorno.

Detto ciò, l’uomo diventa un insieme, un’unità olografica, che contiene in sé la matrice dell’informazione totale del sistema in cui è incluso, intendendo come sistema la sfera terrestre, la sfera schiacciata del sistema solare, la galassia, e tutto il restante universo (macrocosmo) con il quale c’è un continuo scambio di informazioni, di energie e materia. Com’è per l’uomo rispetto all’universo, di cui è parte integrante, lo stesso è per l’uomo rispetto alle cellule, agli atomi e alle particelle sub-atomiche (microcosmo). Le cellule del nostro corpo diventano così perfette unità olografiche in quanto ognuna di esse contiene nel DNA, l’informazione globale dell’intera unità umana attraverso la quale, la cellula può relazionarsi continuamente con la stessa e, a sua volta, con l’intero universo.

La perdita della completezza dell’uomo, è avvenuta quando egli si è separato dal Tutto; a tale separazione hanno contribuito le religioni monoteiste che hanno indotto a un’ulteriore separazione tra naturale e sopranaturale, ponendo il creatore fuori dal creato.

Tutto ciò ha portato alla distinzione tra scienza e religione, con ulteriori frammentazioni nell’ambito delle stesse, vale a dire la scienza in specializzazioni distinte, e la religione in sette e culti sempre più ristretti.

Davanti a questa realtà di separazione, come poteva l’essere umano mantenere la propria completezza (Coscienza Cosmica)?

Di qui i conflitti interiori conseguenti all’uso della mente sociale, che separa continuamente, creando una realtà oggettiva dualistica (conflitto tra l’io e l’ombra), fatta di proiezioni di stati mentali non consapevoli, traducendo la pace perduta in conflitti sociali. Basti guardarsi intorno per rendersi conto cosa abbia prodotto la mente sociale: guerre, povertà, carestia, inquinamento, disastri ecologici ecc. Questo è il mondo reale che ne consegue.

Inoltre la perdita della completezza, ha comportato la perdita della conoscenza di se stessi e la mancanza di fiducia in se stessi. Ed è così che la nostra esistenza si è affidata alle istituzioni e agli enti assistenziali: religioni, sanità, pubblica istruzione, i quali sono controllati dai vertici della piramide del potere, che attraverso tali organismi, formano e gestiscono la mente sociale facilmente suggestionabile.

Le suggestioni implicano identificazioni al gruppo, pregiudizi, abitudini interiori a «tenere i conti delle responsabilità altrui», emotività e pensiero associativo meccanico, che determinano tutto ciò che facciamo pensiamo e sentiamo, mentre viviamo con l’ingannevole impressione di agire, pensare e sentire liberamente.